Un po' di Compagnia non guasta mai...Soprattutto se è a 4 zampe!
L’amore per gli animali di affezione (o di compagnia, come si diceva una volta) accomuna molte persone e ovviamente anche gli artisti e gli scrittori. Molti di loro ne hanno posseduti e amati, ne hanno fatto personaggi per le loro opere, gli hanno dedicato poesie o dipinti. Insomma chi non ha amato un gatto, un cane, un uccellino, un maialino, una capra….
Come molti di voi sanno, personalmente amo tutti gli animali e ne ho ospitato tanti in casa mia. In questo ultimo decennio la mia casa è stata invasa da gatti , che si sono aggiunti alla nostra storica cagnetta Maggie , che purtroppo ci ha lasciato un mese fa alla bella età di vent'anni.
Il compagno a quattro zampe preferito di Lord Byron si chiamava Boatswain (Nostromo) ed era un terranova. Il suo adorato cane contrasse in seguito la rabbia e quando morì Byron compose per lui un epitaffio:
In questo luogo
giacciono i resti di una creatura
che possedette la Bellezza ma non la Vanità
la Forza ma non l’Arroganza
il Coraggio ma non la Ferocia,
e tutte le Virtù dell’Uomo senza i suoi Vizi.
Quest’elogio, che non sarebbe che vuota Lusinga
sulle Ceneri di un Uomo,
è un omaggio affatto doveroso alla memoria di
Boatswain, un Cane,
che nacque in Terranova nel maggio del 1803
e morì a Newstead Abbey
il 18 novembre 1808.
La sua lapide, che si trova a Newstead Abbey, è persino più grande di quella dello stesso Lord Byron.
Edith Wharton, che di abitudine scriveva sdraiata sul letto, lo faceva in compagnia dei suoi cani, anch’essi accoccolati sul talamo tra libri, giornali e fogli sparsi. Wharton amava soprattutto i pechinesi, in particolare il piccolo Linky; affermava che i cani l’avevano aiutata a superare le dure prove della vita.
Alexander Pope, poeta e autore satirico, aveva al suo fianco Bounce, una femmina di alano che durante le passeggiate proteggeva il padrone dagli scrittori da lui scherniti.
Lo sapevate che il cane preferito di Stephen King era un Corgi di nome Marlowe?
Mark Twain ha avuto molti gatti, fino a 19 contemporaneamente. Haruki Murakami ha avuto un gatto chiamato Peter Cat e in suo onore ha chiamato così un jazz club che aprì a Tokyo.
Per lo scrittore romano Emanuele Trevi (autore, fra l’altro, di I cani del nulla) il proprio cane Tolep è un regolatore dell’umore. C’è anche Clementina, la cagnetta che ha insegnato al grande Raffaele La Capria «a guardare le cose dal basso».
Dino Buzzati fu proprietario di boxer e di bulldog per tutta una vita. Ed è prendendo spunto dai suoi rapporti vivi con loro che l’autore bellunese scrisse tante pagine fortunate, poi raccolte nel Bestiario, uscito nel 1991, summa letteraria del rapporto che Dino intratteneva con gli animali. «Il cane è la prova dell’esistenza di Dio», amava ripetere Buzzati. Che prima di morire aveva regalato alla compagna Almerina un basset hound, che girava libero per Cortina.




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